Gianluca Fiesoli fotografo 
                                            Niente di personale sono solo ritratti...
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                                                                                    Filosofia del ritratto
 
Dall' epoche del dagherrotipo o delle stampe all' albumina, il ritratto è considerato forse la forma migliore di espressione dell' Arte per quanto chi la esegue vive sempre un momento di incertezza riguardo al risultato finale.
Almeno nella fotografia è innegabile che è più agevole riprendere un bellissimo ma statico  scenario naturale che realizzare un ritratto di pregevole fattura e con un esegesi autentica.
Tutti i fotografi professionisti o dilettanti si sono misurati nella ritrattistica. Chi ne ha creato uno stile, un credo, chi per amicizia oppure per esplorare nuovi orizzonti della facoltà visiva e addirittura per pura provocazione.
Anche il grande Maestro americano Ansel Adams, che  fece del paesaggismo un culto con un coinvolgimento emotivo e tecnico senza precedenti, dedicò del  tempo,  fatica e idee alla ripresa del genere umano.
La raffigurazione fotografica di una persona avvicina sensibilmente l' intimità  mettendo di fronte l' uno con l' altro. Un ritratto apre sempre una porta, un luogo, una condizione. Magari per pochi minuti, anche per uno scatto che viene definito " rubato " oppure per una seduta intera in uno studio o in una location esterna a scopo di pubblicità.
Il fotografo e il soggetto si ritrovano in simbiosi nei propri ruoli ma oltre ciò ne rimane sempre un fondo di estraneità e quasi un intrusione nell' appartenenza privata che tuttavia mai conosceremo appieno.
Da uno sguardo, da delle rughe, da un atteggiamento, da un espressione del viso, da un sorriso, da delle vesti inusuali o in un nudo in chiaroscuro  si possono intuire alcune cose e non solamente di apparenza estetica. Storie, complessità caratteriali, lo scorrere del tempo, segni mutevoli di impressioni e misteri.....
Nel secondo millennio con l' avvento della  fotografia digitale assieme ai suoi potenti  applicativi di post produzione il ritratto classico e tradizionale ha perso smalto, fantasia e forse un po' di originalità. Talvolta è anche esageratamente artefatto frutto di un cosmo dove non ci sono limiti assoluti e nemmeno relativi.
Lo stesso " selfie " simbolo attuale di spensieratezza, causalità ed eccessivo autocompiacimento o le immagini eseguite con tecnologie di input sono implicazioni di una fotografia moderna che non hanno niente da condividere con il senso artistico e con la ricerca dell' espressività.
 

                

                                                                                                     

                                                                                            

 

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